Assegno Unico e Universale

In data 06 Aprile 2021, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 la Legge n. 46/2021 contenente la delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi volti a “riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale”.

L’assegno unico si prefigge di sostituire sei misure di sostegno, in particolare: l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, l’assegno di natalità, il premio alla nascita o all’adozione, il fondo di sostegno alla natalità e, nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, le detrazioni IRPEF per figli a carico e l’assegno per il nucleo familiare.

La Legge Delega ha tracciato la cornice entro la quale il Governo dovrà attuare tale riforma. Inizialmente prevista dal 1° Luglio 2021, in considerazione dei tempi ristretti per l’adozione dei provvedimenti attuativi nonché il nodo da sciogliere delle risorse disponibili, il Consiglio dei Ministri del 04 Giugno 2021 ha approvato il Decreto Legge n. 79 che rinvia la vera e propria riforma a Gennaio 2022, prevedendo una misura “ponte” con decorrenza dal 1° Luglio 2021.

Il Governo disegna così un percorso per tappe, che inizialmente aprirà le porte del nuovo strumento di sostegno di carattere universalistico solo per chi attualmente non percepisce gli assegni al nucleo familiare in busta paga.

Questi ultimi, invece, continueranno ad essere corrisposti alle famiglie di lavoratori dipendenti e assimilati, secondo la consueta modalità di richiesta telematica, con un incremento degli importi per il periodo da Luglio a Dicembre 2021:

  • 37,5 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari fino a due figli;
  • 55 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari di almeno tre figli.

 

Per accedere all’assegno “ponte”, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un ISEE inferiore a 50.000,00 euro annui. Inoltre, il richiedente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, dovrà essere in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
  • non avere diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare.

La misura “ponte” riguarda quindi una platea circoscritta: lavoratori autonomi e disoccupati che hanno terminato la NASpI, incapienti e inattivi. In questa norma “ponte” rientrano anche i lavoratori dipendenti attualmente esclusi dagli assegni al nucleo per ragioni di reddito familiare.

L’Istituto precisa, inoltre, che l’assegno temporaneo è compatibile con il Reddito di Cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali.

Per i nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda di assegno temporaneo, dovessero risultare percettori del Reddito di Cittadinanza, l’Inps corrisponde d’ufficio l’assegno temporaneo congiuntamente a esso e con le modalità di erogazione del Reddito di cittadinanza, fino a concorrenza dell’importo dell’assegno spettante in ciascuna mensilità.

Nelle more dell’attuazione della L. 46/2021, sono, inoltre, compatibili con l’assegno temporaneo le seguenti misure: assegno ai nuclei familiari con almeno 3 figli minori; assegno di natalità; premio alla nascita; Fondo di sostegno alla natalità; detrazioni fiscali; assegni familiari.


L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica della famiglia attestata dell’ISEE: gli importi si riducono al crescere del livello dell’ISEE, secondo la tabella allegata al Decreto Legge n. 79/2021.

Si andrà comunque da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro mensili per ciascun figlio:

  • se nel nucleo sono presenti più di due figli, l’importo unitario per ciascun figlio minore viene maggiorato del 30%;
  • per ciascun figlio minore con disabilità gli importi sono maggiorati di 50 euro;

L’assegno non concorre a formare la base imponibile IRPEF.

L’erogazione avverrà con bonifico bancario direttamente sul conto corrente, salvo quanto previsto per i nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori l’assegno sarà accreditato al 50% sull’Iban di ciascun genitore.

 

Per ottenere il nuovo assegno bisognerà presentare domanda all’Inps entro e non oltre il 31 Dicembre 2021. Per le richieste presentate entro il 30 Settembre 2021, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di Luglio 2021.

Successivamente, la decorrenza della misura corrisponderà al mese di presentazione della domanda.

L’istanza dovrà essere inoltrata una sola volta per ciascun figlio, di norma da parte del genitore richiedente, mediante procedura telematica dedicata messa a disposizione da parte dell’istituto a decorrere dal 1° Luglio 2021, attraverso i seguenti canali:

  • portale web, utilizzando l’apposito servizio raggiungibile direttamente dalla home page del sito www.inps.it, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto entro il 1° ottobre 2020, oppure di SPID di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi (come anche la richiesta ISEE).

 

Con riferimento alla presentazione del Modello ISEE, si segnala che anche il nostro Studio eroga tale servizio al costo di € 50,00, al netto IVA e altri oneri di Legge.

Si prega quindi, chi fosse interessato, di contattare il proprio referente al fine di pianificare e predisporre gli adempimenti necessari nel rispetto dei termini previsti.