Bonus Edilizi: modificate le norme sulla cessione dei crediti

L’articolo 1 del Dl n. 13/2022, entrato in vigore lo scorso 26 febbraio 2022, ripristina la possibilità di ulteriori cessioni dei crediti d’imposta, seppure a precise condizioni.

Cessioni bonus edilizi

Relativamente ai bonus edilizi, viene stabilito che, dopo il primo passaggio del credito, cioè sia in caso di opzione per lo sconto in fattura sul corrispettivo dovuto e successiva cessione del corrispondente credito da parte del fornitore (articolo 121, comma 1, lettera a), Dl n. 34/2020) sia in caso di cessione diretta del credito ad opera del beneficiario (articolo 121, comma 1, lettera b), Dl n. 34/2020), sono ammesse due ulteriori cessioni, a condizione che avvengano nei confronti di banche, altri intermediari finanziari e società appartenenti a un gruppo bancario iscritti nei rispettivi albi tenuti dalla Banca d’Italia (articolo 106 e articolo 64, Dlgs n. 385/1993) o imprese di assicurazione autorizzate a operare in Italia.

In ogni caso, gli intermediari bancari e finanziari che intervengono nelle cessioni non devono procedere all’acquisizione del credito in tutti i casi in cui ricorrono i presupposti indicati negli articoli 35 e 42 del Dlgs n. 231/2007, ossia nelle ipotesi, nel primo caso, di invio di segnalazione di operazione sospetta (cioè, quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi provengano da attività criminosa) e, nel secondo caso, di obbligo di astensione nell’impossibilità oggettiva di effettuare l’adeguata verifica della clientela (articolo 122-bis, comma 4, Dl n. 34/2020).

Per completezza si segnala che regole identiche sono dettate per due crediti d’imposta, ora cedibili solo per intero (non più anche in parte), istituiti dal “decreto Pnrr”, uno a favore delle imprese turistiche che effettuano interventi per l’incremento dell’efficienza energetica delle strutture e la riqualificazione antisismica, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per la digitalizzazione, per la realizzazione di piscine termali e l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali (articolo 1, Dl n. 152/2021), l’altro per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator (articolo 4, Dl n. 152/2021). 

Allo stesso modo, in riferimento agli altri crediti emergenziali anti Covid (articolo 122, Dl n. 34/2020), viene previsto che l’opzione per la cessione esercitata dal titolare dell’agevolazione in luogo dell’utilizzo diretto può essere seguita da due ulteriori cessioni, sempreché effettuate a favore degli stessi soggetti visti in precedenza per i passaggi dei bonus edilizi. 

Anche in questo caso, gli intermediari devono attenersi a quanto prescritto dal su menzionato comma 4 dell’articolo 122-bis, Dl n. 34/2020.

Codice identificativo per ciascun credito

Per i crediti edilizi, il nuovo comma 1-quater dell’articolo 121, Dl n. 34/2020, stabilisce che gli stessi, successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate, non potranno essere oggetto di cessioni parziali, ma esclusivamente per il loro intero ammontare

A tale scopo, a ciascun credito sarà attribuito un codice identificativo, che dovrà essere riportato nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni, secondo le modalità individuate da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

La novità riguarda le comunicazioni di prima cessione o di sconto in fattura che verranno inviate a decorrere dal prossimo 1° maggio.

Sanzioni penali per gli asseveratori

Il comma 2 dell’articolo 2 prevede un quadro sanzionatorio particolarmente pesante nei confronti dei tecnici abilitati che, nelle asseverazioni rilasciate ai fini dei bonus edilizi, espongono informazioni false od omettono informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto o sull’effettiva realizzazione dell’intervento, oppure attestano falsamente la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Infatti, il nuovo comma 13-bis.1 dell’articolo 119, Dl n. 34/2020, punisce tali irregolarità con una sanzione pecuniaria (multa da 50mila a 100mila euro) e una sanzione penale (reclusione da due a cinque anni), incrementata nel caso in cui il fatto sia commesso allo scopo di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri.

Inoltre, con una modifica apportata al comma 14 del richiamato articolo 119, viene stabilito che per ogni intervento che richiede il rilascio di attestazioni o asseverazioni deve essere stipulata una polizza assicurativa per la responsabilità civile con massimale pari al valore dell’intervento stesso.

Maggior tempo per l’utilizzo dei crediti sequestrati

L’articolo 3 disciplina in merito all’utilizzabilità dei crediti d’imposta ex articoli 121 e 122, Dl n. 34/2020 (rispettivamente, bonus edilizi e crediti emergenziali anti Covid), sottoposti a sequestro penale per decisione dell’Autorità giudiziaria nell’ambito dei procedimenti avviati contro chi ha sfruttato in modo illecito il meccanismo della loro cessione, prevedendo che, una volta cessati gli effetti del provvedimento di sequestro, i crediti possano essere impiegati entro gli ordinari termini fissati dai commi 3 delle due disposizioni, aumentati di un periodo pari alla durata del sequestro, fermo restando comunque il rispetto del limite annuale per l’utilizzo dei crediti medesimi.

Quindi, i termini entro cui fruirne sono sospesi per la durata del provvedimento cautelare, per poi riprendere a decorrere dal momento del dissequestro.

Conseguentemente, per la stessa durata, restano fermi gli ordinari poteri di controllo esercitabili dall’Amministrazione finanziaria, con relativa estensione dei termini per le attività di accertamento.

Per il diritto ai bonus, devono essere applicati i contratti collettivi

L’articolo 4 del Dl n. 13/2022, subordina il riconoscimento di benefici fiscali all’applicazione dei contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali più rappresentative. La nuova regola, che si applicherà agli interventi avviati successivamente al decorso di 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, riguarda i lavori edili, di importo superiore a 70.000 euro, indicati nell’allegato X al Dlgs 81/2008 (qui allegato). 

Dal punto di vista operativo, nell’atto di affidamento dei lavori andrà indicato che gli stessi sono eseguiti da datori che applicano uno dei contratti in questione, da riportare anche nelle relative fatture emesse

I due adempimenti dovranno essere verificati dai professionisti abilitati e dai responsabili dei Caf ai fini del rilascio del visto di conformità; per le attività di controllo, l’Agenzia delle entrate potrà avvalersi anche dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dell’Inps e delle Casse edili.