Busta paga: perché le ultime sono diverse?

La Legge di Bilancio 2022 è intervenuta anche in tema di riforma fiscale con l’obiettivo di dare maggior respiro agli italiani riducendo la pressione fiscale in capo ai datori di lavoro e ribaltando i benefici anche in capo ai lavoratori, in termini di retribuzione netta. Questo non è sfuggito a molti dipendenti a busta paga che hanno notato delle differenze nei propri cedolini.

 

I punti su cui la Legge di Bilancio è intervenuta sono diversi:

  • aliquote IRPEF e scaglioni d’imposta;
  • detrazioni di lavoro per i redditi di lavoro dipendente, per i redditi assimilati e per quelli di pensione;
  • trattamento integrativo.

 

Inoltre da marzo 2022 è stata applicata la normativa dell’assegno unico per i figli e per il solo 2022 è stato previsto un esonero contributivo parziale per i lavoratori dipendenti e in apprendistato.

Scopriamo nel dettaglio punto per punto.

 

Aliquote IRPEF 2022

Il funzionamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche IRPEF è sempre stato basato su delle aliquote applicate a scaglioni di reddito.

Dal 2022 gli scaglioni sono stati ridotti a 4 e le aliquote sono state riformate. Di seguito proponiamo una tabella riassuntiva:

 

Detrazioni da lavoro dipendente e assimilati 2022

Anche le detrazioni che sono applicate ai redditi da lavoro dipendente e ai redditi assimilati, sono state modificate, parendo dai redditi inferiori a 15.000 euro che beneficeranno di detrazioni ordinarie per 1.800 euro.

 

Trattamento integrativo 2022

A partire dall’anno 2022, il trattamento integrativo spetta nei seguenti casi:

  • per redditi non superiori a 15.000 euro, sempre;
  • per redditi complessivi compresi tra 15.000 euro e 28.000 euro, solo se la somma di determinate detrazioni, sostenute fino al 31 dicembre 2021, è superiore all’imposta lorda (come ad esempio quelle per familiari a carico, da lavoro dipendente, per interessi passivi, per spese sanitarie, per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici).
  • Per un importo massimo di 1.200 euro come differenza tra le detrazioni e l’imposta.
  • Per redditi compresi tra 28.000 e 40.000 euro la detrazione è stata invece abrogata.

 

Assegno unico per i figli 2022

Il primo marzo 2022 è partita ufficialmente la normativa sull’assegno universale per i figli a carico.

È un assegno che vede il proprio importo variare a seconda del valore ISEE del nucleo familiare e va da un minimo di 50 euro e un massimo di 175 euro per ciascun mese.

ìIl minimo è ridotto a 25 euro in caso di figli maggiorenni entro i 21 anni di età, mentre il massimo a 85 euro per la medesima fattispecie.

Per poterne usufruire è necessario presentare istanza all’INPS che è l’Ente che eroga l’assegno direttamente alla persona beneficiaria (anche ai figli stessi, se maggiorenni).

Se si possiede un indicatore ISEE superiore a 40.000 euro o se non lo si presenti al momento dell’istanza, il beneficiario otterrà l’assegno minimo di 50 euro (o 25 euro se ricorre la fattispecie del figlio maggiorenne entro i 21 anni di età).

L’innovazione dell’assegno unico ha abrogato diverse precedenti misure, come:

  • le detrazioni per figli a carico;
  • gli assegni al nucleo familiare;
  • il premio alla nascita o per adozione.

Restano in vigore le detrazioni per figli a carico del lavoratore in caso abbia un figlio di età superiore a 21 anni e con un reddito annuo massimo di 2.840,51 euro (che arriva a 4.000 euro se il figlio non ha compiuto i 24 anni).

Per questo tipo di detrazioni il lavoratore dovrà presentare il modulo al proprio datore di lavoro.

 

Esonero parziale della contribuzione a carico del lavoratore

Solo per il 2022 il legislatore ha previsto un esonero sui contributi a carico del lavoratore dello 0,80%.
Si tratta di lavoratori che hanno un contratto di lavoro dipendente o di apprendistato.

Condizione per usufruire dell’esonero è che la retribuzione mensile non ecceda i 2.692 euro (partendo dall’annuale e suddividendola per 13 mensilità, includendo anche i ratei di tredicesima).

Pertanto per il 2022 l’aliquota dei contributi IVS è pari a:

  • 8,39% in condizioni ordinarie;
  • 8,69% per i lavoratori di imprese destinatarie del trattamento di integrazione salariale;
  • 5,04% per gli apprendisti.