Circolare Giuslavoristica Decreto Legge Agosto

0

Per contrastare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus, sono molte le novità, oltre alla riconferma di diverse misure precedenti. In linea generale, il Decreto Agosto riprende il filo rosso tracciato dalle misure inserite nei Decreti Cura Italia e Rilancio e prevede una serie di interventi:

  • proroga della cassa integrazione fino ad un massimo di 18 settimane e inserimento del contributo addizionale cig dovuto in percentuali diverse in base al calo del fatturato riferito al primo semestre dell’anno 2020 rispetto al quello dell’anno 2019;
  • esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un massimo di quattro mesi, entro il 31 dicembre 2020, per le aziende che non richiederanno l’estensione dei trattamenti di cassa integrazione;
  • esclusione dal versamento dei contributi previdenziali, per un massimo di sei mesi dall’assunzione, per le aziende che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, in presenza di un aumento dell’occupazione netta;
  • proroga o rinnovo dei contratti a termine senza causale fino al 31 dicembre e non più fino al 30 agosto 2020, ma usufruendone una sola volta, per un periodo massimo di 24 mesi;
  • proroga del blocco dei licenziamenti per i datori di lavoro che non hanno integralmente fruito della cassa integrazione o dell’esonero dai contributi previdenziali, sia per le procedure di licenziamento individuali avviate dopo il 23 febbraio 2020, sia per quelle di licenziamento collettivo. Resta sempre possibile licenziare per motivi disciplinari;
  • raddoppio del limite di esenzione fiscale per beni e servizi ceduti dall’azienda ai lavoratori dipendenti (“fringe benefit”).

 

Cassa Integrazione

Le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione ordinaria, in deroga o di assegno ordinario e di fondo salariale bilaterale artigiano, possono essere utilizzate per periodi decorrenti dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020. I periodi richiesti ed autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni che si collocano, anche parzialmente in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono automaticamente decurtati alle prime 9 settimane del nuovo periodo.

Le domande da inoltrare sono due: una per le prime 9 settimane, decorrenti dal 13 luglio, l’altra per le ulteriori successive 9 da autorizzare separatamente. Il secondo periodo viene riconosciuto solo se interamente autorizzato il primo.

Le stesse regole fin qui descritte, nei termini e nelle modalità, riguardano anche la cassa integrazione per gli operai agricoli CISOA. Per loro si tratta tuttavia di 50 giorni di cassa integrazione, oltre ai 90 già previsti, per il periodo che va dal 13 luglio al 31 dicembre 2020.

Una novità, rispetto alla CIG con causale Covid-19 dei precedenti decreti, è rappresentata dall’introduzione del contributo addizionale che alcune imprese devono pagare per finanziare l’ammortizzatore sociale. Scatta per intero per quelle che non hanno subito riduzioni di fatturato a causa del Coronavirus (in confronto al fatturato aziendale del primo semestre 2019) oppure in misura ridotta se le perdite risultano limitate entro il 20%. Nel dettaglio, il contributo addizionale è pari al:

  • 9% della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%, riferito al primo semestre dell’anno 2020, rispetto a quello dell’anno 2019;
  • 18% della retribuzione per le imprese che non hanno avuto riduzioni di fatturato;
  • nessun contributo per le imprese che hanno avviato l’attività nel 2019, indipendentemente dal fatturato e per quelle che hanno avuto un calo di fatturato pari o superiore al 20 %

 

Esonero Previdenziale per le Aziende che non Richiedono la Nuova CIG

E’ previsto, in favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fruibile entro il 31 dicembre 2020 e a condizione che i medesimi datori non richiedano i nuovi interventi di integrazione salariale.

Possono accedere all’esonero in trattazione i datori di lavoro che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020 di trattamenti di integrazione salariale in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’ammontare dell’esonero è pari, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei suddetti due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL ed è utilizzabile a sgravio dell’importo dovuto mensilmente sino a dicembre.

Siamo attualmente in attesa di chiarimenti INPS circa le modalità di calcolo e fruizione dell’esonero in trattazione.

Il beneficio contributivo, in quanto rivolto ad una specifica platea di destinatari, si configura quale misura selettiva che, come tale, necessita della preventiva autorizzazione della Commissione europea. Si ricorda che la Commissione considererà aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:

  • siano di importo non superiore a 800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);
  • siano concessi a imprese che non fossero in difficoltà al 31 dicembre 2019 o che abbiano incontrato difficoltà o si siano trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia da COVID-19;
  • siano concessi entro il 31 dicembre 2020.

Inoltre, la possibilità di beneficiare dell’agevolazione è condizionata al rispetto del divieto di licenziamento (si veda il paragrafo “blocco dei licenziamenti”).

 

Esonero Contributivo per Nuove Assunzioni

Fino al 31 dicembre 2020, ai datori di lavoro, con esclusione del settore agricolo, che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuto, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di sei mesi decorrenti dall’assunzione, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

Rimane l’obbligo di versamento dei premi e contributi dovuti all’INAIL e resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato presso la stessa impresa, nei sei mesi precedenti alla data di assunzione. Possono invece usufruire dell’agevolazione anche i lavoratori con contratto a tempo determinato che viene trasformato in tempo indeterminato.

L’agevolazione è inoltre cumulabile con altri oneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti, fermi restando i limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

Il beneficio non è espressamente individuato quale “aiuto di Stato”, pertanto non risulta sottoposto all’autorizzazione preventiva della Commissione.

 

Contratti a Termine

Si prevede la possibilità, fino al 31 dicembre 2020 ed in deroga all’art. 21 del D.Lgs. n. 81/2015, di prorogare o rinnovare contratti a tempo determinato per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta, pur sempre nel rispetto del termine di durata massima di 24 mesi, senza necessità delle causali. Tale possibilità si applica anche alla somministrazione a termine.

La disposizione permette altresì la deroga alla disciplina sul numero massimo di proroghe e sul rispetto dei c.d. “periodi cuscinetto”: ne consegue che, laddove il rapporto sia stato già oggetto di quattro proroghe sarà comunque possibile prorogarne ulteriormente la durata per un periodo massimo di 12 mesi, così come sarà possibile rinnovarlo anche prima della scadenza del c.d. periodo cuscinetto (10 giorni per contratti di durata fino a sei mesi, 20 giorni per contratti di durata superiore a sei mesi).

La previsione di una durata massima di 12 mesi della proroga o del rinnovo “agevolato”, lascia intendere che il termine del 31 dicembre sia riferito esclusivamente al termine del contratto oggetto di proroga o del rinnovo. La durata del rapporto potrà quindi protrarsi anche nel corso del 2021, fermo restando il limite complessivo dei 24 mesi.

La disposizione, in quanto “sostitutiva” della disciplina previgente, consentirà di adottare la nuova proroga o il rinnovo “agevolato” anche qualora il medesimo rapporto di lavoro sia già stato prorogato o rinnovato in applicazione delle disposizioni precedenti.

 

Blocco dei Licenziamenti

Il testo del decreto agosto prevede che lo stop sia legato all’estensione della cassa integrazione ed al suo non integrale utilizzo. In altre parole, le aziende potranno licenziare solo al termine della cassa COVID o dei 4 mesi di sgravi contributivi alternativi.

Il divieto sembra pertanto operare per il solo fatto che l’impresa non abbia esaurito il plafond di ore di cassa integrazione disponibili e ciò sia quando abbia fruito solo in parte delle stesse, sia quando non abbia affatto fruito della cassa integrazione.

In tale ultimo caso, laddove il datore di lavoro non abbia ritenuto di fruire della cassa integrazione, il licenziamento sarebbe in ogni caso impedito dalla possibilità di accedere all’esonero dal versamento contributivo.

La disposizione conferma inoltre l’esclusione del divieto per i licenziamenti per cambio appalto ed esclude altresì dal divieto i licenziamenti “motivati dalla cessazione definitiva dell’attività messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nel caso in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di ess, ovvero nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo (…)”.

Il legislatore esclude altresì dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero quando sia disposta la cessazione dell’attività. Nel caso in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

 

Raddoppio Limite di Esenzione Fringe Benefit

Per il solo periodo d’imposta 2020, viene raddoppiato il limite di esenzione dei beni e dei servizi ceduti dall’azienda ai lavoratori dipendenti (“fringe benefit” o “welfare aziendale”), innalzando quindi la soglia di esenzione da € 258,23 a € 516,46.

Tale importo si riferisce al valore corrispondente alla totalità dei compensi in natura ricevuti dal dipendente. Si ricorda che in caso di superamento del citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

Si ricorda altresì che tali compensi in natura sono riconoscibili anche ad personam, senza il vincolo di destinazione a categorie omogenee di dipendenti.