Circolare rivalutazione di beni d’impresa e partecipazioni

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Il decreto «Agosto» consente ai soggetti che adottano i principi contabili nazionali la possibilità di effettuare la rivalutazione di beni d’impresa e partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019. La rivalutazione dev’essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

I Soggetti.

Possono effettuare la rivalutazione, principalmente:

  • le società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata residenti nel territorio dello Stato;
  • le imprese individuali;
  • le società` in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate;

Beni Rivalutabili

La rivalutazione dei beni di impresa è applicabile:

  1. alle immobilizzazioni materiali ammortizzabili e non ammortizzabili, alla cui produzione o al cui scambio non è diretta l’attività d’impresa;
  2. alle immobilizzazioni immateriali, consistenti in diritti giuridicamente tutelati, quali ad esempio i diritti di brevetto industriale, i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, i diritti di concessione, le licenze, i marchi, il know-how;
  3. le partecipazioni in società controllate o collegate, iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.

Modalità

Le modalità di rivalutazione sono, così, riassunte:

  1. rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento. In questo modo viene mantenuta inalterata l’originaria durata del processo di ammortamento;
  2. rivalutazione del solo costo storico. Con tale metodo si può scegliere se allungare il processo di ammortamento (mantenendo inalterato il precedente coefficiente), oppure se incrementare il coefficiente, lasciando inalterata la durata del periodo di vita utile del cespite, stanziando maggiori quote di ammortamento;
  3. riduzione del fondo di ammortamento. Con tale metodo vi sarà lo stanziamento di ammortamenti su un costo analogo a quello originario, ma per un periodo maggiore.

Rispetto alle precedenti rivalutazioni, il decreto «Agosto» consente di operare la rivalutazione anche su un singolo bene, senza dover quindi necessariamente rivalutare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria con applicazione di un unico criterio all’interno della medesima categoria.

Aspetti Fiscali 

Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con il versamento di un’imposta sostitutiva del 10%, da versare sino ad un massimo di tre rate. La prima rata ha scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita. Le altre con scadenza entro il termine, rispettivamente, previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.

Il maggior valore attribuito ai beni ed alle partecipazioni può essere riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, a decorrere dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap nella misura del 3% per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili.

Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita; per la determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si utilizza il costo del bene prima della rivalutazione.

Rivalutazione solo civilistica

Il decreto «Agosto» consente di effettuare la stessa operazione senza il pagamento del tributo, gratuitamente. In tale ipotesi si ritiene che l’esposizione in bilancio del maggior valore sia sicuramente legittima in deroga alla disciplina civilistica ordinaria. 

Per converso, da un punto di vista fiscale dovranno essere presi in considerazione i valori non rivalutati.