Credito d’Imposta per Investimenti in Beni Strumentali Nuovi

Il 31/12/2020 scade il termine per effettuare gli investimenti che danno diritto al credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, istituito con la Legge 27 dicembre 2019, n. 160 del 2019, art.1 c. da 184 a 194.

Nel proseguo si riepilogano le caratteristiche del credito e gli adempimenti richiesti.

Natura del credito

L’agevolazione è riservata alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 ovvero fino al 30 giugno 2021 a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

L’agevolazione da diritto ad un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 

I beni strumentali possono essere:

  • acquistati a titolo di proprietà;
  • in leasing;
  • realizzati in economia;
  • realizzati mediante appalto.

Il credito d’imposta è riconosciuto anche per gli investimenti in beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, di cui all’allegato B della legge 232/2016 (software, sistemi, piattaforme, applicazioni).

Esclusione

Sono esclusi dalla fruizione del credito di imposta:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164, comma 1, Tuir, cioè:
    • i veicoli a deducibilità limitata di cui alle lett. b) e b-bis) del citato co. 1, quindi anche quelli concessi in uso promiscuo ai dipendenti;
    • i veicoli esclusivamente strumentali all’attività d’impresa (ad esempio, le autovetture per le imprese che effettuano attività di noleggio) e quelli adibiti a uso pubblico (taxi) di cui alla lett. a).

mentre il credito di imposta spetta per i mezzi di trasporto non contemplati dall’art. 164 co. 1 del TUIR e previsti dall’art. 54 co. 1 del DLgs. 285/92 (codice della strada), quali autobus e autocarri (purché inerenti);

  • i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 – stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario)
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

L’incentivo ha sostituito i precedenti “super” e “iper ammortamento” e per evitare la sovrapposizione tra le diverse misure agevolative, è previsto che il presente credito d’imposta non spetta per:

  • gli investimenti riguardanti beni diversi da quelli “Industria 4.0” effettuati tra il 1 º gennaio e il 30 giugno 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, il venditore ha accettato l’ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione (fruiscono del super ammortamento – articolo 1, Dl 34/2019)
  • gli investimenti riguardanti i beni “Industria 4.0” effettuati tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, il venditore ha accettato l’ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione (fruiscono, a seconda dei beni, dell’iper ammortamento o della maggiorazione del 40% – articolo 1, commi 60 e 62, legge 145/2018).

Soggetti beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, Dlgs n. 231/2001) e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare (regio decreto n. 267/1942), dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Dlgs n. 14/2019) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di queste situazioni.

Il credito d’imposta spetta anche per gli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni riguardanti beni diversi da quelli materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” e da quelli immateriali a essi connessi (allegati A e B alla legge n. 232/2016).

Entità e utilizzo del credito d’imposta

La misura dell’agevolazione è diversa a seconda della tipologia di investimento:

  • per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (allegato A alla legge n. 232/2016), il credito d’imposta è pari:
    • al 40% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 
    • al 20% per la quota eccedente e fino al limite massimo di 10 milioni di euro.

Per gli investimenti in leasing, si considera il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

  • per i beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (allegato B alla legge n. 232/2016), il credito d’imposta è pari al 15%, nel limite massimo di 700mila euro di costi ammissibili
  • per i beni diversi da quelli di cui ai due punti precedenti, il credito d’imposta è pari al 6% del costo, determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), del Tuir, nel tetto di 2 milioni di costi ammissibili. Per gli investimenti in leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali. La fruizione può avvenire a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi da quelli “Industria 4.0”
  • dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Industria 4.0”.

Adempimenti richiesti

Al solo fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative introdotte dai commi 189 e 190 (beni di cui agli Allegati A e B della Legge 232/2016), le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, le cui modalità e contenuti devono essere ancora definite.

Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194. A tal proposito può essere utilizzata una dicitura del tipo: “Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ai sensi art. 1, commi da 184 a 194, Legge n. 160/2019”. Quindi il fornitore nella fattura elettronica emessa e trasmessa allo SDI dovrà inserire, in un campo libero del tracciato xml, la dicitura in argomento. Così pure nella documentazione relativa all’acquisto del bene agevolato.

In relazione agli investimenti previsti dai commi 189 e 190 (beni di cui agli Allegati A e B della Legge 232/2016), le imprese sono inoltre tenute a produrre, con data certa entro il 31/12/2020, una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. 

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, l’onere documentale di cui al periodo precedente può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, 

Cessione del bene

Qualora il bene agevolato sia ceduto a titolo oneroso o destinato a strutture produttive situate all’estero (anche appartenenti allo stesso soggetto) entro il 31.12 del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito, se utilizzato in compensazione, va riversato entro il termine di versamento del saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica il predetto evento, senza sanzioni ed interessi.

Sostituzione del bene

È possibile continuare ad usufruire del beneficio anche in caso di cessione del bene agevolato a condizione che si provveda alla relativa sostituzione con un bene avente i medesimi requisiti. Se il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo è inferiore a quello del bene originario la fruizione del beneficio continua relativamente alle quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.

Rilevanza fiscale

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito (IRES, IRPEF) nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).