Indeducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali

Con la Sentenza n. 262/2020 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 14, primo comma, del Dlgs n. 23 del 2011 (nel testo in vigore nel 2012) là dove stabiliva l’indeducibilità integrale dell’IMU sugli immobili strumentali dalle imposte sui redditi.

La motivazione di tale decisione poggia sul fatto che l’IMU sugli immobili strumentali costituisce un costo fiscale inerente alla produzione del reddito. Nella Sentenza la Corte non esclude in assoluto che il legislatore possa prevedere limiti alla deducibilità dei costi; tuttavia, secondo i giudici costituzionali,

al di fuori di ipotesi giustificabili in termini di proporzionalità e ragionevolezza (…) il legislatore è tenuto a rispondere alle esigenze di gettito attraverso l’aumento dell’aliquota dell’imposta principale e non attraverso incoerenti manovre sulla deducibilità.

La Consulta ha invece escluso l’illegittimità costituzionale delle disposizioni valevoli per i periodi di imposta successivi al 2012, in quanto queste ultime hanno gradualmente riconosciuto una deducibilità parziale dell’IMU sugli immobili strumentali dalle imposte sui redditi, attraverso una evoluzione normativa sfociata nella previsione della totale deducibilità a partire dal periodo di imposta 2022.

Alla luce della Sentenza della Consulta, si intravede la concreta possibilità di ottenere il rimborso delle maggiori imposte dirette e dell’IRAP versate per il periodo di imposta 2012, per effetto della dell’integrale indeducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali.

Per ottenere il rimborso sarò necessario presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate; nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria non dovesse accogliere l’istanza o non dovesse rispondere (c.d. silenzio-rifiuto), il contribuente potrà promuovere ricorso avverso il diniego presso la Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio.