Inflazione 2022 in aumento: che vuol dire e come proteggersi

Sia che ci si informi attraverso i telegiornali o che si preferisca la rete, non si può non essere investiti dal termine evergreen  che accompagna le stime di inizio anno: l’inflazione.

Per il 2022 Bankitalia (Banca centrale della Repubblica italiana) aveva stimato un’inflazione al 2,8%. Preoccupante, perché rappresentava il doppio di quella delle ultime stime. Oggi la BCE prevede che arriverà al 5,1% complici le dinamiche belliche che coinvolgono l’Europa intera.

Ma cosa vogliono dire questi dati e come si possono tutelare i propri soldi dall’inflazione?

 

Cos’è l’inflazione e perché aumenta?

 

L’inflazione si esprime in percentuale ed è l’aumento del livello generale dei prezzi. In altre parole è la diminuzione progressiva del potere di acquisto (cioè del valore) di una moneta.

Facciamo un esempio.

Un conto corrente che nel 2021 è di 50.000 euro, con un’inflazione del 3% annua per i successivi 5 anni, fa sì che nel 2026 il potere d’acquisto sarà di 42.500 euro.

Significa che pur avendo sempre 50.000 euro sul conto, si potranno acquistare beni per 42.500 euro.

L’inflazione sale perché la domanda di un bene aumenta e, a parità di offerta, questo ne fa aumentare il prezzo.

Altre possibili cause sono l’aumento dei costi di produzione dei beni, e conseguente aumento di prezzo, e l’eccesso di offerta di moneta e conseguente diminuzione del suo valore (potere d’acquisto).

È evidente, quindi, come il tasso di inflazione sia fortemente influenzato da dinamiche di prezzo, domanda e offerta che sono, a loro volta, mossi anche da scenari geopolitici.

 

Guerra Ucraina-Russia e impatti sull’inflazione

 

Che le guerre portassero a conseguenze negative lo si è sempre saputo e oltre alla tragedia di perdere vite umane, le ripercussioni si hanno su tutti i comparti, compreso quello economico.

Anche da questo punto di vista l’attuale guerra in Europa non ci voleva e accade in un periodo economico non florido, con i Paesi che stavano giusto riprendendosi da quasi due anni di pandemia e rallentamenti alle economie nazionali.

All’inizio del 2022 Bankitalia aveva stimato un tasso di inflazione del 2,8% per il nostro Paese, e già questo aveva fatto molto discutere, perché si trattava di un dato raddoppiato rispetto alle stime precedenti.

Oggi, invece, arriva come una doccia gelata, la dichiarazione della BCE che stima un tasso di inflazione annuo del 5,1%.

Vediamo i motivi:

Il primo è che la Russia è stata destinataria di notevoli sanzioni internazionali avendo dato il via al conflitto. Tali sanzioni causeranno l’aumento dei prezzi dell’energia, anche per via della rilevanza che la Russia ha come fornitore degli altri Stati europei.

Questo genera anche un rincaro su altri prodotti e merci, poiché produzione e commercializzazione sono legate a doppio filo con le riserve energetiche.

Semplificando, un ultimo fattore che ha influenzato negativamente il tasso di inflazione, facendone aumentare le stime, è il clima di incertezza e sfiducia che si respira in Europa.

 

Quali sono le conseguenze dell’inflazione alta e come proteggersi?

 

Se l’inflazione è alta la moneta vale meno. Questo è un assioma economico e non si può fare altro che accettarlo. E le conseguenze per le principali parti chiamate in causa sono le seguenti. 

  • i risparmiatori perdono perché, a parità di risparmio, avranno meno potere di acquisto;
  • i lavoratori dipendenti perdono perché avranno uno stipendio fisso col quale potranno comprare meno beni;
  • i creditori perdono perché riceveranno una moneta meno forte di quella che hanno prestato. 

In linea generale, una soluzione per proteggersi dall’aumento dell’inflazione è quella di rendere fruttifero il risparmio.

In questi scenari non conviene tenere i propri soldi fermi, bisogna investirli possibilmente differenziando gli investimenti.

Infine è bene precisare che, anche se si hanno i soldi in banca questi perdono valore, perché il tasso di inflazione è più alto del tasso di interesse attivo riconosciuto dalla banca.