Prova del Trasferimento dei Beni negli Scambi Intracomunitari

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Con la circolare n. 12/E dello scorso 12 maggio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti in merito ai nuovi strumenti che gli operatori IVA hanno a disposizione per poter fornire la prova del trasferimento della merce, alla luce delle novità introdotte dal Regolamento UE 1912 del 4 dicembre 2018.

I 4 requisiti obbligatori

Come è noto, secondo la normativa nazionale, le condizioni per applicare il regime di non imponibilità di cui all’articolo 41, D.L. 331/1993 sono le seguenti: 

  1. onerosità dell’operazione;
  2. acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni;
  3. status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario, attraverso l’iscrizione al VIES;
  4. effettiva movimentazione del bene dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

Riguardo la prova dell’effettiva movimentazione della merce, il legislatore italiano non ha mai emanato alcuna norma con l’indicazione dei documenti che il contribuente deve conservare, ed esibire in caso di eventuale controllo. Tale compito è stato svolto dalle varie risoluzioni e circolari di volta in volta emanate dall’Agenzia delle Entrate. Tale situazione ha generato nel tempo significativi contenziosi tra contribuenti e amministrazione finanziaria, con esiti giurisdizionali non sempre lineari.

È nel descritto scenario che si inseriscono le importanti novità introdotte dai richiamati regolamenti comunitari, direttamente applicabili negli stati membri dell’Unione Europea fin dallo scorso 1° gennaio 2020, e finalmente oggetto di commento da parte dell’Agenzia delle entrate con la circolare n. 12/E/2020. 

In particolare, vengono disciplinate le ipotesi in cui:

  • i beni siano stati spediti o trasportati dal venditore o da un terzo per suo conto (lettera a);
  • i beni siano stati trasportati dall’acquirente o da un terzo per suo conto (lettera b).

Beni spediti o trasportati dal venditore o da un terzo per suo conto

Per difendere la non imponibilità applicata alla fattura che documenta lo scambio intracomunitario il cedente, oltre a dichiarare che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da terzi per suo conto, dovrà produrre almeno due documenti, non contraddittori e provenienti da soggetti diversi tra loro e indipendenti sia dal venditore che dall’acquirente, tra quelli di seguito evidenziati:

  • CMR riportante la firma del trasportatore; 
  • polizza di carico;
  • fattura di trasporto aereo;
  • fattura emessa dallo spedizioniere.

In alternativa, il cedente potrà produrre uno solo dei documenti sopra evidenziati, unitamente ad uno qualsiasi dei seguenti documenti: 

  • polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni;
  • documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
  • ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro.

Beni trasportati dall’acquirente o da un terzo per suo conto

Nella più insidiosa fattispecie in cui il trasporto viene effettuato dall’acquirente oppure da un terzo per suo conto, oltre ai documenti previsti nel caso precedente, la presunzione consiste anche nella ulteriore produzione da parte dell’acquirente nei confronti del cedente, entro il 10° giorno del mese successivo alla cessione, di una dichiarazione scritta dalla quale deve risultare:

  • data del rilascio;
  • nome e l’indirizzo dell’acquirente;
  • quantità e natura dei beni ceduti;
  • data e luogo del loro arrivo;
  • identificazione della persona che ha accettato i beni per conto dell’acquirente;
  • numero di identificazione del mezzo (qualora si tratti di mezzi di trasporto).

Nel documento di prassi l’Agenzia, tuttavia, precisa che il mancato rispetto del termine dei 10 giorni non preclude la possibilità per il cedente di beneficiare della presunzione laddove si riscontri la presenza di tutte le altre condizioni previste dalla disposizione. 

Nuove presunzioni valide anche per il passato

Con la recente circolare n. 12/E/2020 l’Agenzia delle entrate ritiene inoltre che la presunzione in esame possa essere riconosciuta anche in relazione alle operazioni realizzate ante 1° gennaio 2020 qualora il contribuente possieda un corredo documentale integralmente coincidente con le indicazioni della norma richiamata. In altri termini, anche precedentemente al 1° gennaio 2020, in presenza della documentazione di prova ritenuta idonea ai sensi dell’articolo 45-bis del Regolamento UE 282/2011, la stessa deve essere ammessa (con forza di presunzione relativa) quale dimostrazione dell’avvenuto arrivo dei beni nell’altro Stato membro.

Al contrario, l’Agenzia delle entrate ribadisce la tesi già espressa dalla stessa Commissione Europea per cui non è possibile far valere le citate presunzioni nei casi in cui le merci siano state trasportate o spedite in altro Stato membro direttamente a cura del cedente o del cessionario senza quindi l’intervento di altri soggetti come, ad esempio, lo spedizioniere o il trasportatore. La ratio di tale esclusione sta nella considerazione che gli elementi di prova, oltre ad essere non contraddittori, devono provenire da due parti indipendenti tra loro (quindi né dal venditore né dall’acquirente).

Il rapporto tra le nuove presunzioni e la prassi nazionale

La circolare n. 12/E/2020 chiude prendendo in esame il rapporto esistente tra le nuove presunzioni di cui all’articolo 45-bis e la prassi nazionale in materia di prova del trasporto nella cessione intracomunitaria.

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ritiene che in tutti i casi in cui non sia possibile applicare le presunzioni di cui al citato articolo 45-bis, possa continuare a trovare applicazione la prassi nazionale, anche adottata prima dell’entrata in vigore del medesimo articolo in tema di prova del trasporto intracomunitario dei beni, che dovrà comunque essere valutata caso per caso.