Verifiche Contabili di Inizio Periodo d’Imposta

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Con l’apertura del periodo di imposta 2021 occorre verificare la sussistenza dei requisiti necessari per continuare ad adottare:

  • la tenuta della contabilità semplificata, da parte di imprese individuali, società di persone ed enti non commerciali;
  • le liquidazioni trimestrali Iva, da parte di imprese e lavoratori autonomi;
  • la tenuta della contabilità di magazzino.

 

Il rispetto dei limiti per la tenuta della contabilità semplificata

L’articolo 18, D.P.R. 600/1973 prevede la possibilità per le imprese individuali, le società di persone e gli enti non commerciali di adottare il regime di contabilità semplificata qualora siano rispettati determinati limiti di ricavi conseguiti nel periodo di imposta precedente, differenziati a seconda del tipo di attività esercitata. 

I limiti di ricavi per la tenuta della contabilità semplificata sono i seguenti:

  • 400.000 euro per chi svolge prestazioni di servizi;
  • 700.000 euro per chi svolge altre attività.

Nel caso di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi e altre attività, è possibile fare riferimento al limite dell’attività prevalente, qualora venga comunque rispettato il limite complessivo di ricavi conseguiti nel periodo di imposta di 700.000 euro. Il superamento della soglia nel singolo periodo di imposta obbliga all’adozione del regime di contabilità ordinaria a decorrere dal 1° gennaio del periodo di imposta successivo. 

Per i lavoratori autonomi il regime di contabilità semplificata è applicabile a prescindere dall’ammontare dei compensi conseguiti nell’anno precedente. Il regime di contabilità ordinaria è, pertanto, sempre opzionale.

 

Il rispetto dei limiti per l’effettuazione delle liquidazioni Iva trimestrali

L’articolo 7, D.P.R. 542/1999 consente alle imprese (e ai lavoratori autonomi) che nell’anno precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a 400.000 euro per chi svolge prestazioni di servizi ovvero a 700.000 euro per chi svolge altre attività di optare per l’effettuazione delle liquidazioni Iva con cadenza trimestrale anziché mensile. 

Nel caso di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi ed altre attività senza distinta annotazione dei corrispettivi, il limite di riferimento per l’effettuazione delle liquidazioni Iva trimestrali è pari a 700.000 euro relativamente a tutte le attività esercitate. 

L’importo di ciascuna liquidazione Iva trimestrale a debito va maggiorato di una percentuale forfettaria dell’1% a titolo di interessi, mentre per quando riguarda l’effettuazione di liquidazioni mensili non è prevista alcuna maggiorazione sui versamenti da effettuare.

Essendo normativamente previste le medesime soglie di riferimento per l’adozione sia della contabilità semplificata sia delle liquidazioni trimestrali Iva (ordinariamente 400.000 euro per chi svolge prestazioni di servizi e 700.000 euro per chi svolge altre attività), va prestata particolare attenzione al diverso parametro da rispettare nei 2 casi:

  • per la tenuta della contabilità semplificata va verificato l’ammontare dei ricavi conseguiti nel periodo di imposta precedente;
  • per l’effettuazione delle liquidazioni trimestrali Iva va verificato il volume d’affari conseguito nel periodo di imposta precedente. 

 

Contabilità di magazzino

Per i soggetti in contabilità ordinaria che per due esercizi consecutivi abbiano superato, contemporaneamente i seguenti limiti:

  • ricavi superiori a € 5.164.568,99 per esercizio;
  • rimanenze finali superiori ad € 1.032.913,80 per esercizio,

devono tenere la contabilità di magazzino dal secondo periodo di imposta successivo a quello in cui, per la seconda volta consecutiva, si verifica il superamento di tali limiti. Pertanto, l’obbligo sorge nel 2021 se i limiti di cui sono stati superati per la seconda volta nel 2019.

L’obbligo viene meno dal primo periodo d’imposta successivo a quello in cui il soggetto non supera, per la seconda volta consecutiva, almeno uno dei limiti.

Per la determinazione dei limiti suddetti non si tiene conto delle risultanze di accertamenti se l’incremento non supera di oltre il 15% i valori dichiarati.

Sono esonerati i commercianti al minuto e assimilati e i soggetti che devono tenere «registri di carico e scarico» imposti da particolari leggi purché detti registri contengano le informazioni richieste per le scritture ausiliarie di magazzino.

Le scritture ausiliarie di magazzino devono rispettare i criteri della sistematicità, dell’ordinata contabilità (art. 2219 c.c.) ed i termini di registrazione (entro 60 giorni). Si registrano le quantità entrate ed uscite di singoli beni (o categorie omogenee). I movimenti possono essere contabilizzati con cadenza giornaliera o riepilogati per periodi di durata massima mensile.

Sono esclusi dall’obbligo di registrazione:

  • i beni in corso di lavorazione; 
  • i titoli azionari e le obbligazioni; 
  • i materiali di consumo non incorporati nel prodotto; 
  • i materiali per le manutenzioni;
  • la cancelleria;
  • i ricambi purché non costituiscano oggetto dell’attività.