Al via il prestito d’uso con la Sabatini

Nulla osta alla cessione in comodato d’uso dei beni strumentali per i quali si è ottenuta l’agevolazione della “Nuova Sabatini”, sempre che essa sia formalizzata in un contratto ai fini di una sua valutazione.

 

La possibilità di cessione rappresenta sostanzialmente la conferma di quanto già previsto dalla circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, con la differenza che per poterne beneficiare sarà necessario trasmettere la documentazione al ministero per la sua valutazione.

 

A tal fine la cessione dovrà essere formalizzata in un contratto redatto tra le parti e conservato dalla società beneficiaria della agevolazione Sabatini.

 

L’accordo dovrà contenere informazioni riguardanti:

  • sede operativa dell’impresa richiedente;
  • ubicazione dell’unità produttiva nella quale verranno utilizzate le attrezzature cedute;
  • finalità produttiva coerenti con quelle dell’impresa beneficiaria;
  • durata della cessione;
  • impegno dell’azienda a non distrarre le attrezzature dall’uso produttivo nei tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento;
  • irrevocabilità del prestito d’uso per i suddetti 3 anni. 

 

Le attrezzature cedute in prestito d’uso dovranno essere contabilizzate come tali nell’attivo dello stato patrimoniale (alla sezione BII3) della società beneficiaria dell’agevolazione.

 

Definito il contratto tra le parti questo dovrà essere inviato al Ministero.

Si ricorda che i beni dati in comodato devono avere autonomia funzionale, in quanto la misura non finanzia componenti o parti di macchinari e il bene dovrà essere correlato all’attività produttiva svolta dall’azienda.